Il Nuovo
Testamento impone la decima?
La
domanda di oggi:
Un
settore della mia ricerca è la decima e l’offerta. So molto bene che
Malachia nel capitolo 3 versetti 7-12 insegna che, secondo la Legge, se un
credente viene meno, allora si rapina Dio e si è soggetti ad una
maledizione. Paolo ha scritto ai Galati nella Lettera ai Galati, capitolo 3
versetto13, dicendo loro che sono stati riscattati dalla maledizione della
Legge.
Il punto principale del capitolo
3 di Malachia è spesso trascurato. Il profeta diceva agli Ebrei di volgere i
loro cuori verso Dio e di dare con amore, in modo tale che i ministri
fossero pienamente soddisfatti. Io so che Dio vuole donarci – e credo
secondo una legge di reciprocità- e so che noi abbiamo bisogno di sostenere
la nostra chiesa locale, gli orfani, le vedove, ecc. Questa è la mia
questione: la donazione e il sostegno non dovrebbero scaturire dal cuore
invece che dal fatto che siamo sottoposti a un sistema legale vincolante?
Quale è la sua opinione sulle decime, le offerte e le donazioni?
Brother Keith
RISPOSTA DELLA
BIBBIA: Tu hai posto una
splendida questione. Io ricevo questa questione ogni volta.
L’imposizione della decima iniziò
prima che la legge fosse introdotta. La Legge ha semplicemente regolato la
decima. Abramo pagò la decima a Melchisedek, 400 anni dopo l’epoca di Mosé e
della Legge, secondo la Lettera ai Romani capitolo 4 versetto 12, noi
camminiamo nei passi della fede di Abramo. Se l’imposizione della decima fu
una cosa buona per lui, dovrebbe essere una cosa buona anche per noi.
Noi diamo le decime come Abramo
che le diede non per rispettare la Legge ma per fede. E oltre a ciò, se il
popolo di Dio pagasse il dieci percento davanti alla legge, e il 10 percento
al di sotto della Legge, noi, che viviamo per grazia, non dovremmo fare
nulla di meno quando abbiamo un’alleanza migliore
(Libro degli Ebrei capitolo 7
versetto 22)
C’è un passaggio nella Lettera
agli Ebrei, che affronta questo problema in modo diretto. È Lettera agli
Ebrei capitolo 7 versetto 8
Inoltre, qui riscuotono le decime
uomini mortali; là invece le riscuote uno di cui si attesta che vive
Melchisedek ha ricevuto la decima
di Abramo. Lo scrittore ebreo mostra che Melchisedek è una prefigurazione di
Cristo. Noi possiamo concludere che, come Abramo ha dato la decima a
Melchisedek, così noi diamo una decima a Cristo che è dichiarato in vita.
Alcune persone ritengono che
questo sia una questione recente. In realtà è la stessa del secondo secolo
quando sempre più Gentili si stavano convertendo. I primi credenti ebrei non
avevano problemi con l’imposizione della decima dal momento che avevano
fatto ciò sotto la Legge e l’avevano data agli anziani. Essi diedero
semplicemente la loro decima ai pastori della chiesa e lo fecero con amore.
Comunque, non appena la componente ebraica divenne inferiore all’interno
della chiesa, ai Padri della Chiesa venne sollevata questa questione. Essi
risposero alla domanda relativa all’imposizione della decima con il Vangelo
di Matteo capitolo 23, versetto 23:
“Guai a voi, scribi e farisei
ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’aneto e del cumino, e
trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la
misericordia e la fedeltà. Queste cose bisogna praticare senza omettere
quelle.”
Osserva, Gesù ha detto: “
Queste cose bisogna praticare (giustizia, misericordia e fedeltà), senza
omettere quelle (la decima).” I padri argomentavano, giustamente, che la
parola di Gesù aveva posto fine alla discussione. Dal momento che Gesù
affermò di non trascurare quelle cose- tra cui l’imposizione della decima-
allora nessun credente avrebbe dovuto trascurare l’imposizione della decima.
Io sono pienamente d’accordo!
Paolo utilizza anche il modello
di imposizione della decima secondo la legge nella Prima Lettera ai Corinzi
capitolo 9 versetti 13-14, in cui afferma:
Non sapete che coloro che
celebrano il culto traggono il vitto dal culto, e coloro che attendono
all’altare hanno parte dell’altare? Così anche il Signore ha disposto che
quelli che annunziano il Vangelo vivano del Vangelo.
Paolo argomenta appunto che come
i sacerdoti hanno ottenuto il loro cibo dalle decime delle persone, così i
predicatori dovrebbero vivere nello stesso modo. Questo passaggio mostra
chiaramente la mentalità dell’apostolo e la sua volontà di trasporre il
concetto di imposizione della decima nella chiesa.
Il passaggio utilizzato spesso
per contraddire ciò è la Seconda Lettera ai Corinzi capitolo 9 versetto 7:
Ciascuno dia secondo quanto ha
deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama che
dona con gioia.
L’argomento dovrebbe essere,
all’incirca questo: “Ogni credente ha il diritto di decidere da solo cosa
donare e non gli dovrebbe essere detto in quale percentuale egli debba
contribuire.”
Il problema con questo argomento
è che il passaggio non sta trattando il donare per sostenere la chiesa, ma,
piuttosto, del donare ai poveri. Sotto la Legge, il donare ai poveri era
un’offerta volontaria. La Legge ha ordinato sia le offerte volontarie sia le
decime:
Ma lo cercherete nella sua
dimora, nel luogo che il Signore vostro Dio avrà scelto fra tutte le vostre
tribù, per stabilirvi il suo Nome; là andrete. Là presenterete i vostri
olocausti e i vostri sacrifici, le vostre decime, quello che le vostre mani
avranno prelevato, le vostre offerte votive e le vostre offerte volontarie e
i primogeniti del vostro bestiame grosso e minuto. (Deuteronomio capitolo
12, versetti 5-6)
È completamente incoerente
appellarsi alle persone per un’offerta volontaria quando la pretesa della
decima è stata abolita. Sia la decima sia le offerte volontarie sono state
incorporate nella Legge così come evidenzia il precedente passaggio, ma essi
hanno preceduto la Legge, in questo modo ambedue dovrebbero essere
praticati. L’onere della prova spetta a coloro che insegnano che la decima è
stata abolita. Quindi, dove si afferma esplicitamente, nel Nuovo testamento,
che la decima è stata abolita?
Un’ultima cosa, nota e confronta
la somiglianza del linguaggio che Paolo utilizza nel primo passaggio della
Lettera ai Galati con quello del passaggio del Vecchio Testamento relativo
alla beneficenza:
Chiunque viene istruito nella
dottrina, faccia parte di quanto possiede a chi lo istruisce.
(Lettera ai Galati capitolo 6
versetto 6)
Gioirai con il levita e con il
forestiero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il SIGNORE tuo Dio
avrà dato a te e alla tua famiglia. Quando avrai finito di prelevare tutte
le decime delle tue entrate, il terzo anno, l’anno delle decime, e le avrai
date al levita, al forestiero, all’orfano e alla vedova perché ne mangino
nelle tue città e ne siano sazi.
(Deuteronomio capitolo 26
versetti 11-12)
Il capitolo 6 della Lettera ai
Galati tratta del donare a colui che insegna il Vangelo e utilizza lo stesso
linguaggio nei confronti dei Leviti che ricevono beneficenza dalle persone e
chiama ciò “tutto il bene”.
Ciò è una prova abbastanza buona
che la chiesa primitiva abbia sottoposto alla decima i ministri del Vangelo,
sebbene, lo ammetto, non sia una prova esplicita.
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